

Partiamo da una semplice osservazione: il rumore è indice di danno e fastidio, pertanto considerato un vero e proprio inquinante e come tale, se eccessivo, pregiudica l'operatività all'interno di un ambiente. Pensiamo ad un ufficio dove lavorano più persone: ogni suono emesso riverbera contro le pareti e il soffitto causando un fastidioso eco. Stress e affaticamento sono le più evidenti conseguenze di un ambiente rumoroso con indiscutibili implicazioni sulla produttività.
Il raggiungimento del comfort ottimo avviene tramite un'analisi nelle varie bande di frequenza del tipo di assorbimento del locale e del tipo di rumore tipico (di impianti a bassa frequenza, piuttosto che di conversazione ad alta voce e ad alta frequenza...).
Nonostante le separazioni tra postazioni diverse possono essere sufficientemente alte da bloccare la traiettoria acustica diretta dalla sorgente (la bocca di chi parla) al ricettore (l'orecchio di chi ascolta), la seconda traiettoria, che permette la propagazione della conversazione tra le postazioni, è la riflessione del suono sul soffitto; dunque per attenuare il rumore di fondo dovuto alla conversazione occorrono dei controsoffitti e delle pareti ad alto assorbimento acustico.
Per esempio in un ufficio ad open-space, per ovviare a qualunque problema è dunque fondamentale ricordare che: